Il castello di Tersatto

Architettura del Castello di Tersatto il castello di tresatto
Entrerete nella zona del castello passando accanto alla vecchia residenza del suo ultimo signore, conte Lavai Nugent. Nei tempi antichi, al castello sì accedeva tramite una via tortuosa ai piedi della chiesa di 5. Giorgio. Nella parte antemurale, a sinistra, sorgeva la scuderia di Nugent, della quale è conservata una parete con murati i contenitori per l’avena, La scultura del leone veneziano dì 5. Marco! nella quale ci s’imbatte proseguendo verso l’ingresso del castello, faceva parte un tempo di un edificio pubblico a Capodistria (Kopar), e fu Nugent a portarla ai Castello di Tersatto.Al pianoterra delta torre d’ingresso è esposta la pianta del Castello, mentre al primo piano si trovai! punto d’informazione, Di fronte alla torre d’ingresso, sul margine occidentale della terrazza inferiore, si trova l’entrata che alla fine de! XVI secolo sostituì la prima, della quale avete appena varcato la soglia, il cui uso fu ripristinato dopo il restauro del XIX secolo messo in atto da Nugent. sbirciando dal suo portale, chiuso da una griglia, noterete la piattaforma dove veniva calato l’antico ponte levatoio. Da!!a terrazza inferiore si entra nella grotta ristrutturata da Nugent. Originariamente, una parte di essa fungeva da prigione. Dalla grotta (oggi attrattivo vano d’esposizione della Mala galerija) un passaggio segreto portava sino all’Eneo, ai piedi del Castello. Sulla terrazza superiore sorge
«La pace dell’eroe», un tempo mausoleo della famiglia Nugent, dalle fattezze simili a quelle di un tempio greco (attualmente è anch’esso vano d’esposizione). Originariamente, ne stavano a guardia due basilischi, re dei serpenti. Le sculture, di cui ne rimane una sola (nota col nome di drago di Tersatto) sono opera dell’artista viennese A. D. Fernkorn. Lo stemma di famiglia dei Nugent, da! quale è stato tratto il motivo del basilisco, è esposto oggi sulle mura del castello. Potrete fare il giro delle mura rivolte a oriente e a settentrione, lungo un pontile in parte scoperto, Nella torre d’angolo rivolta a nord-est, sorge la galleria Lavai, Il panorama migliore si gode invece dalla torre più alta, chiamata torre Romana, cui sono stati aggiunti i merli nel corso del restauro eseguito nel XIX secolo. Dalla cima della torre la vista spazia lungo il rione di Susak sulla sponda sinistra dell’Eneo e su parte del centro di Fiume, sul porto cittadino e, naturalmente, su tutto il Quarnero, l’Istia liburnica sotto il Monte Maggiore a ovest e sulle isole di Cherso a sud e Veglia a sud-est, A nord noterete i resti degli antichi mulini sul canon del’Eneo. Per ora, a causa dei lavori archeologici e di conservazione, è inaccessibile la parte estrema a ovest dove sorgeva la residenza del feudatario. Entrerete nella zona del castello passando accanto alla vecchia residenza del suo ultimo signore, conte Lavai Nugent. Nei tempi antichi, al castello sì accedeva tramite una via tortuosa ai piedi della chiesa di 5. Giorgio. Nella parte antemurale, a sinistra, sorgeva la scuderia di Nugent, della quale è conservata una parete con murati i contenitori per l’avena, La scultura del leone veneziano dì 5. Marco! nella quale ci s’imbatte proseguendo verso l’ingresso del castello, faceva parte un tempo di un edificio pubblico a Capodistria (Kopar), e fu Nugent a portarla ai Castello di Tersatto. Al pianoterra delta torre d’ingresso è esposta la pianta del Castello, mentre al primo piano si trovai! punto d’informazione, Di fronte alla torre d’ingresso, sul margine occidentale della terrazza inferiore, si trova l’entrata che alla fine de! XVI secolo sostituì la prima, della quale avete appena varcato la soglia, il cui uso fu ripristinato dopo il restauro del XIX secolo messo in atto da Nugent. sbirciando dal suo portale, chiuso da una griglia, noterete la piattaforma dove veniva calato l’antico ponte levatoio. Da!!a terrazza inferiore si entra nella grotta ristrutturata da Nugent. Originariamente, una parte di essa fungeva da prigione. Dalla grotta (oggi attrattivo vano d’esposizione della Mala galerija) un passaggio segreto portava sino all’Eneo, ai piedi del Castello. Sulla terrazza superiore sorge«La pace dell’eroe», un tempo mausoleo della famiglia Nugent, dalle fattezze simili a quelle di un tempio greco (attualmente è anch’esso vano d’esposizione). Originariamente, ne stavano a guardia due basilischi, re dei serpenti. Le sculture, di cui ne rimane una sola (nota col nome di drago di Tersatto) sono opera dell’artista viennese A. D. Fernkorn. Lo stemma di famiglia dei Nugent, da! quale è stato tratto il motivo del basilisco, è esposto oggi sulle mura del castello. Potrete fare il giro delle mura rivolte a oriente e a settentrione, lungo un pontile in parte scoperto, Nella torre d’angolo rivolta a nord-est, sorge la galleria Lavai, Il panorama migliore si gode invece dalla torre più alta, chiamata torre Romana, cui sono stati aggiunti i merli nel corso del restauro eseguito nel XIX secolo. Dalla cima della torre la vista spazia lungo il rione di Susak sulla sponda sinistra dell’Eneo e su parte del centro di Fiume, sul porto cittadino e, naturalmente, su tutto il Quarnero, l’Istia liburnica sotto il Monte Maggiore a ovest e sulle isole di Cherso a sud e Veglia a sud-est, A nord noterete i resti degli antichi mulini sul canon del’Eneo. Per ora, a causa dei lavori archeologici e di conservazione, è inaccessibile la parte estrema a ovest dove sorgeva la residenza del feudatario.Evoluzione StoricaL’embrione del Castello si suppone risalga a un punto dì vedetta del periodo tardoantico, quale anello di una catena di fortezze che si estendeva lungo la parte opposta dell’Eneo e che serviva alla difesa del territorio interno dell’Impero romano dalle invasioni dei barbari, Nel corso del Medio evo il Castello fu per lo più proprietà dei principi Frankopani, signori croati originari dell’isola di Veglia. Nella prima metà del XVI secolo fu conquistato due volte nel corso di scontri bellici, La prima, fu occupato per breve tempo dai Veneziani e la seconda dai Turchi. Individuandone le carenze difensive, alla fine del XVI secolo fu fortificato e modernizzato dal capitano Gaspar Raab. Venne abbandonato dopo Il grande terremoto del 1750.

La ricostruzione di Nugent

Nella prima metà del XIX secolo, il castello in rovina fu acquistato dal conte Lavai Nugent di Westmeath, feldmaresciallo austriaco d’origine irlandese, Egli si propose di restaurarlo e di ristrutturarlo per farne il mausoleo di famiglia con un museo dove esporre i reperti che egli stesso aveva accumulato durante le ricerche archeologiche nell’Italia meridionale, i trofei conquistati durante le campagne di guerra e le opere d’arte acquistate ai mercato delle antichità. Nugent realizzò la gran parte di questo piano ambizioso secondo il progetto del veneziano Giacomo Paronuzzì. La parte edile del restauro è conservata ancor oggi, ma purtroppo i suoi eredi hanno venduto praticamente tutti i suoi beni mobili. Una parte dei reperti dell’antico museo (uno dei primi sul suolo della Croazia) viene custodita attualmente ai Museo archeologico di Zagabria.
L’antico mausoleo denominato «La pace dell’eroe» e la grotta sottostante (oggi Mala galerija – Piccola galleria) vengono usati come vani espositivi. Al Castello si tengono concerti, spettacoli teatrali, serate letterarie, sfilate dì moda ed altre manifestazioni, tra le quali è nota in particolare la tradizionale mostra Pul kastela (PI Castello) che si svolge all’aperto alla fine del mese di giugno.