Italia-Olanda, la partita degli europei di calcio inizia in orario, ma…
9 giugno, 2008 | 21:54Olanda - Italia 3-0
Esordio da incubo per l’Italia a UEFA EURO 2008™. A Berna, gli Azzurri campioni del mondo incassano una pesante sconfitta, 3-0, contro l’Olanda nella prima partita nel gruppo C. Gli orange di Marco van Basten conquistano i tre punti grazie ai gol di Ruud van Vistelrooy e Wesley Sneijder nel primo tempo e Giovanni van Bronckhorst nella ripresa. Serata da dimenticare per la formazione di Roberto Donadoni, ultima in classifica visto il pareggio tra Francia e Romania e che non potrà più sbagliare per qualificarsi ai quarti. (fonte)
E mentre tutti alle ore 21:00 guardavano la partita su Fox Life stavano trasmettendo il film:

“Cold Case”
Tu chiamali se vuoi “cold case”, “casi freddi”: sono quelli che giacciono negli archivi da anni senza un colpevole e che, rispolverati a distanza di tempo, sotto una nuova e più distaccata prospettiva, aprono inedite strade investigative. Come recita lo slogan di lancio della serie: “La speranza sopravvive perché la verità non muore mai”. Più che una detective, Lily Rush (Kathryn Morris) è una “sommelier” del brivido: lascia decantare gli omicidi per anni o decenni, ne annusa il sapore e gli aromi sedimentati, ne ricostruisce la cornice storica e la provenienza, infine li serve in tavola con il colpevole a temperatura ambiente.
Come in tutti i telefilm di Bruckheimer, è il tempo che scandisce il ritmo delle indagini e delle sceneggiature: nel filone di C.S.I. bisogna fare in fretta perché le tracce lasciate sul luogo del crimine possono dissolversi rapidamente; in Senza traccia (2002) dopo appena 48 ore la persona scomparsa può essere considerata svanita per sempre; qui sono i frequenti pingpong temporali e le accurate ricostruzioni storiche e sociali a procedere di pari passo con le indagini a ritroso, per di più supportate da tecniche scientifiche che all’epoca degli omicidi erano di là da venire. La nostra assurge perciò al ruolo di “investigatrice del flashback”, a una sorta di detective “in retromarcia”. Al fianco della Rush, unica donna della Squadra Omicidi di Philadelphia: il tenente John Stillman (John Finn), per Lily più figura paterna che superiore; il partner di indagini Scott Valens (Danny Pino), in scena dal settimo episodio; il detective Nick Vera (Jeremy Ratchford), il duro di turno pronto a torchiare un testimone reticente o un assassino che si rifiuta di confessare; il saggio Will Jeffries (Thom Barry), la memoria storica del dipartimento, capace di ricordare ogni singolo dettaglio dei casi affrontati. Rivangare nel passato a distanza di anni può talvolta riaccendere la follia omicida di serial killer che speravano di averla fatta franca: scatta quindi l’indagine parallela per scoprire e proteggere eventuali testimoni che avevano taciuto la verità. Di notevole impatto risulta la colonna sonora, condita dei brani originali dell’anno in cui sono stati commessi gli omicidi: e così, se l’assasssinio è avvenuto nel 1971, si ascolta “Have You Ever Seen The Rain” dei Creedence Clearwater Revival; nel 1976 tocca a “More Than A Feeling” dei Boston, seguito da “Dancing Queen” degli Abba e da “Last Dance” di Donna Summer; nel 1981 si alternano “Urgent” dei Foreigner e “Bette Davis Eyes” di Kim Carnes; nel 1983 è la volta di “Owner Of A Lonely Heart” degli Yes, di “True” degli Spandau Ballet, di “Total Eclipse Of The Heart” di Bonnie Tyler; nel 1984 si riconoscono le note di “Hold Me Now” dei Thompson Twins, e così via… La serie, che si è aggiudicata 2 ASCAP Awards, è ideata da Meredith Stiehm, la quale firma altresì da produttore esecutivo in compagnia di Jerry Bruckheimer, Jonathan Littman, Shaun Cassidy. Il tema musicale, “Nara”, è composto da E.S. Posthumus, affiancato per la restante colonna sonora da Michael A. Levine. Emilio Estevez dirige la sesta e la quindicesima puntata del secondo ciclo. Gli episodi sono stati girati tra Philadelphia e Los Angeles. Non sono in pochi coloro che hanno notato più di un’analogia con il serial canadese Cold Squad (1998), in cui gli scaffali dei casi insoluti venivano riaperti a Vancouver, città “cold” per eccellenza.(fonte)






Mi sa che c'è qualcuno in giro che porta un
flajian | 10 giugno, 2008 | 10:53Mi sa che c’è qualcuno in giro che porta un po’ sf…ortuna.
Certo che se perdiamo anche la prossima, si torna subito alla vita normale, purtroppo.
Sperando almeno che smetta di piovere ogni giorno
Ci tocca scegliere... acqua a vita o gloria sul campo... questa
mrbit | 10 giugno, 2008 | 18:34Ci tocca scegliere… acqua a vita o gloria sul campo…
questa è una decisione difficile. Solo il fato ci potrà sciogliere questo dubbio amletico.
Ma dalla Svizzera ci tornano a piedi gli Azzurri vista la figuraccia? o gli paghiamo anche l’Autobus ?
Per me gli Olandesi hanno vinto grazie alla loro magliettina antisudore in tessuto tecnico Arancione del Decatlon.
Bisogna sempre essere fashion… anche nello spot.
Le maglie degli italini erano in offerta all’Emporio Angiuoni, già sudate.